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Dalla penna alla pellicola: 7 film su scrittura e scrittori

L’ispirazione può arrivare da qualunque arte. Così come la scrittura si cela anche nei luoghi più impensati o scontati.

Avendo a mente questi due “assiomi”, ci siamo dunque chiesti: quali sono questi luoghi (oltre ai libri, che vi consigliamo spessissimo)? IL CINEMA!

In questi mesi abbiamo visto e raccolto diversi film su scrittura e scrittori, per scoprire storie nuove e ispirarne altrettante.

Inauguriamo la rubrica, che abbiamo deciso di battezzare “Dalla penna alla pellicola”, con 7 lungometraggi.

Pronti a scoprire quali film su scrittura e scrittori abbiamo scelto per voi? Iniziamo questo viaggio nella settima arte, allora!

 

Dalla penna alla pellicola The wife“The wife” (2017)

Regia: Björn Runge

Gli interpreti: Glenn Close (nominata all’Oscar come Migliore Attrice per questo ruolo) e Jonathan Pryce

La trama: Joe Castleman e la moglie Joan vengono svegliati all’alba da una telefonata proveniente dall’Europa. È la notizia che Joe ha vinto il premio Nobel per la letteratura.

Mentre si prepara e poi ha luogo il loro soggiorno a Stoccolma in vista della premiazione, Joan ripensa ai quarant’anni passati al fianco del marito, al patto segreto su cui si è basato il loro matrimonio, al sacrificio lungo una vita della sua più grande ambizione.

Qualcosa in lei matura. Un punto di rottura.

Perché ve lo consigliamo? Per scoprire come avere un dono possa frapporsi tra sé e i propri sogni.

Oltre alla storia raccontata (adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Meg Wolitzer), vale la pena guardare questo film per l’attrice protagonista: Glenn Close ci dà un ritratto commovente di una moglie dedita e attenta, che sostiene un marito brillante e vive alla sua ombra, portando il peso di questo suo talento fino alla fine.

 

 

Dalla penna alla pellicola Ruby Sparks“Ruby Sparks” (2012)

Regia: Valerie Faris e Jonathan Dayton

Gli interpreti: Paul Dano e Zoe Kazan

La trama: Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che ha già assaporato il gusto del successo con il suo primo romanzo.

Ora però gli anni sono passati ma la creatività sembra averlo abbandonato (complice anche una vita amorosa non gratificante). Fino a quando comincia a sognare di una ragazza che diviene la sua fonte di ispirazione.

Le dà il nome Ruby e comincia a costruire una storia su di lei. Il blocco dello scrittore sembra brillantemente superato ma un giorno accade l’impensabile: Ruby si materializza in casa sua.

Perché ve lo consigliamo? Per capire come comportarsi se i nostri personaggi dovessero per caso prendere vita e dovessimo innamorarci di loro.

Ci ha colpiti l’idea alla base della trama, perché è un sogno segreto che ogni autore ha: vedere i propri personaggi in carne e ossa, conoscerli, berci un caffè.

 

 

Dalla penna alla pellicola Paterson

“Paterson” (2016)

Regia: Jim Jarmusch

Gli interpreti: Adam Driver e Golshifteh Farahani

La trama: Paterson vive a Paterson, New Jersey, con la moglie Laura e il cane Marvin.

Ogni giorno guida l’autobus per le vie della città, ogni sera porta fuori il cane e beve una birra nel pub dell’isolato.

Mentre la moglie colleziona progetti fantasiosi e fuori portata, e decora ininterrottamente la loro casa, Paterson appunta umilmente le sue poesie su un taccuino, che porta sempre con sé.

Nei suoi versi si fondono la passione per William Carlos Williams, nativo di Paterson, Ginsberg, O’Hara, ma anche il suo orizzonte quotidiano.

Perché ve lo consigliamo? Per riscoprire il potere della poesia e come il giusto sguardo sia la chiave per trovare lo straordinario nell’ordinario.

La storia di Paterson è la storia di tutti noi scrittori e scrittrici: sempre accompagnati da un foglio bianco e una penna, viviamo la routine scrutando in lungo e in largo quel dettaglio che renda la giornata unica.

Questo ci ha colpiti della pellicola, quanto vicini ci sentiamo al protagonista e il potere che lui vede nella parola scritta. Ma non solo, lo troviamo un ottimo trampolino di lancio per riscoprire la bellezza della poesia contemporanea.

Insomma, non poteva non essere tra i primi film su scrittura e scrittori da consigliarvi!

 

Ma anche nel passato troviamo eccellenti film su scrittura e scrittori, eccovene 2:

 

Dalla penna alla pellicola Vero come la finzione

“Vero come la finzione” (2006)

Regia: Marc Forster

Gli interpreti: Will Ferrell, Emma Thompson e Dustin Hoffman

La trama: Harold Crick è un uomo che vive la propria esistenza attraverso i numeri. Conta le volte che muove lo spazzolino tra i denti, i passi che compie per arrivare alla fermata dell’autobus, esegue a mente calcoli impossibili.

Una mattina, appena svegliato e pronto a svolgere il proprio lavoro di esattore delle tasse, sente una voce femminile.

La voce descrive i movimenti di Harold e ogni azione che compie.

Contemporaneamente, una famosa romanziera in preda a un blocco creativo, sta proprio scrivendo la storia di quell’uomo qualunque.

Perché ve lo consigliamo? Per la commistione tra realtà e finzione.

Un tema dei nostri tempi esplorato anche in altre opere come “Il mondo di Sofia”. In questo caso, la parte interessante riguarda la scelta del finale.

 

 

Dalla penna alla pellicola Il postino“Il postino” (1994)

Regia: Michael Radford

Gli interpreti: Massimo Troisi e Philippe Noiret

La trama: In un paesino del sud Italia giunge il poeta Pablo Neruda.

Per il periodo in cui l’artista rimarrà sarà necessario un postino per consegnare la grande mole di lettere che arriveranno.

Mario, che non ha nessuna voglia di fare il pescatore, decide di prendere al volo il temporaneo impiego.

Perché ve lo consigliamo? Per la scena memorabile in cui Mario crea una metafora.

 

 

Preferite qualche accenno biografico? Tranquilli, nella nostra selezione di film su scrittura e scrittori non possono mancare dei biopic su autori e autrici più o meno noti.

In fondo, si sa, uno dei modi migliori per trovare ispirazione è guardare ai grandi!

 

Dalla penna alla pellicola L ultima parola La vera storia di Dalton Trumbo

“L’ultima parola: La vera storia di Dalton Trumbo” (2015)

Regia: Jay Roach

Gli interpreti: Bryan Cranston, Helen Mirren, Louis C.K. e John Goodman

La trama: Dalton Trumbo sbarcò dal Colorado a Los Angeles, cominciò come lettore per la Warner Bros. e divenne, negli anni Quaranta, uno degli sceneggiatori più ricercati d’America.

Lavorò per la Columbia, la MGM, la RKO ed era una presenza fissa nella scena sociale hollywoodiana. Era anche comunista, schierato con i sindacati e in favore dei diritti civili.

Nel 1947, finì, come mezza Hollywood, di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane, ma, a differenza della maggior parte dei colleghi, rifiutò di rispondere alle domande.

Andò in prigione, perse la casa, il lavoro, il palcoscenico sociale, eppure non si arrese: continuò a scrivere sceneggiature sotto falso nome e a battersi fino al successo per lo smantellamento della lista nera.

Perché ve lo consigliamo? Per fare un tuffo nella vecchia Hollywood e interrogarsi sul rapporto tra ideali, lavoro e scrittura.

La storia di Dalton Trumbo, interpretato magistralmente da Bryan Cranston, ci catapulta in un luogo e un’epoca che potrebbero sembrarci lontani, ma che hanno il sapore amaro del presente e ci pone davanti a un interrogativo importante: che rapporto c’è tra ideali politici e scrittura?

Vi proponiamo questo film per andare un po’ oltre la scrittura, domandandoci come questa possa diventare strumento di condanna personale e lotta universale al tempo stesso.

 

 

Dalla penna alla pellicola Il cattivo poeta

“Il cattivo poeta” (2021)

Regia: Gianluca Jodice

Gli interpreti: Sergio Castellitto e Francesco Patanè

La trama: Primavera del 1936. Al giovane federale Giovanni Comini, di stanza a Brescia, viene assegnato dal Segretario del Partito Fascista Achille Starace l’incarico di sorvegliare Gabriele D’Annunzio, da 15 anni rinchiuso nel Vittoriale, per raccogliere su di lui informazioni di ogni tipo.

D’Annunzio si è dichiarato contrario all’imminente alleanza fra Mussolini e Hitler, che il poeta definisce un “ridicolo nibelungo”, e il Partito non tollera il suo dissenso.

Comini si reca al Vittoriale e da lì manda alla Casa del Fascio regolari rapporti su ogni attività del Poeta Vate, comprese quelle sessuali.

Ma il suo legame con D’Annunzio cresce, e il dubbio sull’operato del Fascismo comincia ad insinuarsi anche nel convintissimo federale.

Perché ve lo consigliamo? Per il ritratto straordinariamente umano del “poeta vate” e dei suoi ultimi anni di vita, incrociati con l’incombere del secondo conflitto mondiale.

Di Gabriele D’Annunzio si dicono tante, tantissime cose: un uomo egocentrico, dedito ai piaceri, un esteta, uno sostenuto prima e calunniato poi da Mussolini.

Sergio Castellitto ci dà un ritratto umano e fragile di un uomo che non avremmo mai definito tale, ma che ci giunge così direttamente dalle parole del poeta, raccolte dal regista e sceneggiatore Gianluca Jodice.

Jodice ha infatti voluto usare esclusivamente discorsi e scritti di D’Annunzio per articolarne i dialoghi. Non vi sveliamo oltre, dovete vedere e gustare questa pellicola da voi!

 

Siamo già arrivati alla conclusione: questi sono i film su scrittura e scrittori che volevamo consigliarvi oggi, viaggiando tra biografie e finzioni.

Ne avete già visto qualcuno? Oppure tutti questi titoli vi suonano nuovi e non vedete l’ora di cominciare? Commentate qui sotto, siamo curiosi di sapere cosa ne pensate!

Non vi bastano 7 pellicole? Allora non vi resta che aspettare il prossimo articolo, oppure potete seguirci sui nostri canali social per scoprire le prossime in anteprima: ci trovate su Facebook, Instagram, LinkedIn e Twitter.

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